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n°7 - Aprile 20, Teatro

Atlante: La Performance Art in Italia e il web

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Vettor Pisani, Lo Scorrevole, 1972, foto di Elisabetta Catalano, Archivio Elisabetta Catalano.

La documentazione sulla Performance Art1 viene a costituire problematiche complesse riguardanti aspetti teorici, metodologici e pratici della ricerca stessa che non possiamo discutere in questa sede2. In un discorso più generale possiamo affermare che, come per tutti gli eventi effimeri, la documentazione è costituita di elementi eterogenei, fotografie, filmati video e cinematografici, interviste, recensioni, saggi critici, locandine e cataloghi, memorie. In che modo il web può aiutarci? Ad una rapida ricognizione sulla Performance Art il web sembra rispondere bene, soprattutto per quel che riguarda interviste, fotografie e video. Questa situazione vale soprattutto per le esperienze più recenti mentre, per i decenni precedenti, la situazione è più complessa e meno prolifica. Infatti, se affiniamo la nostra ricerca, vediamo come in realtà la precarietà torni ad essere preponderante, in particolar modo ponendo attenzione al caso studio Italia, caratterizzato da un’estrema dispersione e frammentazione delle pratiche e della documentazione3. Questo contributo mira a fornire una guida per orientarsi nell’indagine sulla Performance Art in Italia, un tentativo di sistemizzare una parte della documentazione esistente on line e creare uno strumento per chi voglia approcciare questo oggetto di studio4.

Gli archivi on line

Giuseppe Desiato, performance Milano, 1974, Archivio Pari e Dispari.
Giuseppe Desiato, performance Milano, 1974, Archivio Pari e Dispari.

Fin da subito possiamo dire che non esistono archivi sulla Performance Art in Italia on line. Questioni come quelle dei diritti d’autore, dei processi di digitalizzazione e soprattutto l’estrema frammentazione di questi documenti ne costituiscono gli ostacoli principali. In questo deserto informativo s’incontrano però delle piccole oasi come l’Archivio fotografico delle attività svolte da “Pari e Dispari” di Rosanna Chiessi. L’archivio fisico è custodito presso la Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, Fondo Rosanna Chiessi, Archivio storico artistico Pari e Dispari. Le attività di Pari e Dispari si sono caratterizzate per un’attenzione particolare alle pratiche effimere, dagli events Fluxus alle azioni Gutai, dalla poesia sonora agli happenings e alle performances. L’attività svolta dal centro, nato nel 1971 come iniziativa editoriale, è documentata fino al 2015 e comprende anche alcune esperienze di Rosanna Chiessi databili al 1968. L’archivio è suddiviso in 54 album fotografici più un indice, interamente consultabili on line. Il materiale contenuto è molto eterogeneo e accanto a fotografie di performance sono presenti scatti quotidiani realizzati durante diversi eventi organizzati. La maggior parte degli artisti non sono italiani (sono presenti album dedicati a Nam June Paik, Charlotte Moorman, Hermann Nitsch ecc.), ma sono presenti documenti importanti come quelli su azioni e performances di Giuseppe Desiato (album n. 30).
Link archivio: panizzi.comune.re.it/Sezione.jsp?idSezione=2802

Giuseppe Desiato, performance Basilea, 1975, Stand Parsi e Dispari, Archivio Pari e Dispari.
Giuseppe Desiato, performance Basilea, 1975, Stand Parsi e Dispari, Archivio Pari e Dispari.

L’Archivio Maurizio Spatola on line rende possibile la consultazione di documentazione verbale e audio legata alle esperienze di poesia visiva e sonora. Il sito contiene cataloghi storici come quello di Parole sui muri (Fiumalbo 1968) e alcuni numeri di riviste difficilmente accessibili come «Antipiùgiù», «Modulo», «Linea Sud», «Malebolge», e registrazioni audio.

P. Vicinelli, à, ò, A, 1967, pubblicato con il vol. 26-29 del 1966 della rivista «Marcatrè».

Link archivio: www.archiviomauriziospatola.com

Un discorso a parte possiamo farlo sui siti degli archivi dei fotografi. Questi infatti mostrano tra i contenuti alcuni scatti realizzati durante performance a titolo esemplificativo del materiale effettivamente presente in archivio. Non possiamo parlare di archivi on line ma, tra i diversi siti, possiamo consultare foto di rassegne quali la prima Settimana Internazionale della Performance (1977), Per/for/mance Settimana della Performance (1981), e di performance sia in studio che dal vivo come Lo Scorrevole di Vettor Pisani (1972), Senza titolo di Jannis Kounellis (1972), Il tentativo di Gino De Dominicis (1973), le performance in strada del Gruppo Laboratorio 70 (1968), I presagi del vampiro de Il Carrozzone (1976). Tra i siti con più materiali consultabili:
Archivio Mario Carbone (www.archiviomariocarbone.com/opere-it.php);
Archivio Elisabetta Catalano (archivioelisabettacatalano.it/performances.html);
Archivio Gianni Melotti (giannimelotti.com).

Jannis Kounellis, Senza titolo, 1972, foto di Elisabetta Catalano, Archivio Elisabetta Catalano.
Jannis Kounellis, Senza titolo, 1972, foto di Elisabetta Catalano, Archivio Elisabetta Catalano.
Vettor Pisani, Lo Scorrevole, 1972, foto di Elisabetta Catalano, Archivio Elisabetta Catalano.
Vettor Pisani, Lo Scorrevole, 1972, foto di Elisabetta Catalano, Archivio Elisabetta Catalano.
Gino De Dominicis, Tentativo, 1973, foto di Elisabetta Catalano, Archivio Elisabetta Catalano.
Gino De Dominicis, Tentativo, 1973, foto di Elisabetta Catalano, Archivio Elisabetta Catalano.
Gruppo Laboratorio 70, Tandem, foto di Mario Carbone, Archivio Mario Carbone.
Gruppo Laboratorio 70, Tandem, foto di Mario Carbone, Archivio Mario Carbone.

Siti personali di artisti e performer

I siti web personali di artisti e performer hanno scopi promozionali e divulgativi e contengono principalmente informazioni di carattere bio-biliografico ed elenchi delle performance, spesso parziali. A volte sono presenti scritti degli artisti di carattere generale sulle loro produzioni o sulla loro poetica, interviste o link di riferimento, materiali fotografici e video, questi ultimi più spesso in formati promozionali come il teaser o il breve estratto. In questa sede ci limiteremo a prendere in considerazione due esempi che si concentrano in differenti archi temporali e che possono considerarsi siti web “sostanziosi”.

Il sito web di Fabio Mauri, oltre a un elenco delle performance e dei reenactment di alcune di esse contiene documenti fotografici, video e testi dell’artista su alcune performance.
Link sito F. Mauri: www.fabiomauri.com/opere/performance.html

Il sito web di Francesca Fini contiene descrizioni dei progetti, foto e video, questi ultimi dei montaggi dedicati alle singole performances.
Link sito F. Fini: www.francescafini.com/performance

Francesca Fini, Blind, 2011, foto di Dalila Antolovic
Francesca Fini, Blind, 2011, foto di Dalila Antolovic

Riviste on line

Qui prendiamo in considerazione le riviste che sono state digitalizzate e rese pubbliche on line, non considerando le riviste native digitali5. Il panorama della digitalizzazione fa passi avanti ma molto lentamente. Si deve soprattutto ad iniziative private o quasi, come nel caso di portali sostenuti da progetti Universitari.

Ad oggi alcune riviste importanti per le neoavanguardie degli anni Settanta come «Data» (1971-1978) e «NAC/Notiziario di Arte Contemporanea» (1968-1974), sono state digitalizzate completamente e rese disponibili. Tra queste due riviste «Data» ricopre un interesse maggiore6, basti pensare al n. 12 del 1974 con in copertina Gilbert & George interamente dedicato al corpo secondo diverse declinazioni culturali e disciplinari ma con un focus principale orientato alla Body Art – unico caso in Italia e contemporaneo di altri numeri tematici internazionali di riviste come «Art Vivant» (n. 41/1973), «Art and Artists» (vol. 7, n. 10/1973), «Avalanche» (n. 2/1971; n. 5/1972; n. 9/1974) e «TDR/The Drama Review» (vol. 16, n. 1/1972).

Oltre al n. 12 del 1974 segnaliamo il doppio numero 5-6 del 1972 che contiene fotografie de La Biennale di Venezia Opera o Comportamento e di Documenta 5, tra cui L’eroe da camera di Vettor Pisani e Da inventare sul posto di Jannis Kounellis. Segnaliamo anche interviste come quelle a Giuseppe Penone (nn. 7-8/1973, pp. 84-89) e Fabio Mauri (n. 11/1974, pp. 50-53). Articoli su Vettor Pisani contenenti fotografie di Claudio Abate da Carne umana e oro del 1971 (n. 2/1972, pp. 16-21) e da Il coniglio non ama Joseph Beuys (n. 23/1976, pp. 20-25); su Giuseppe Chiari con fotografie di Giorgio Colombo di Gesti sul piano, Musica e distanza (1972) e Cos’è l’arte (1973) (n. 13/1974, pp. 50-56). Segnaliamo anche la rubrica In studio in cui sono presenti foto e testi di artisti sul loro lavoro, come nel caso di Luigi Ontani con diversi tableaux vivant (n. 13/1974, pp. 70-73), Giorgio Ciam con immagini da Sulla pelle e Cambiare pelle del 1974 (n. 14/1974, pp. 62-63), Ketty La Rocca con fotografie di Ken Damy da Le mie parole e tu? del 1975 (nn. 16-17/1975, pp. 68-69), Christina Kubisch e Fabrizio Plessi con la descrizione e le foto di Two and Two (n. 25/1977, pp. 72-73).
Link «Data»: www.dataarte.it/

Su «NAC/Notiziario di arte contemporanea» segnaliamo gli articoli: R. Barilli, Il comportamento frequenta il museo (n. 12/1973, p. 18), R. Barilli, Cronace del comportamento: Lamberto Calzolari (n. 4/1974, pp. 11-12); T. Trini, Il corpo come linguaggio (n. 11/1974, pp. 1-2); L. Vergine (a cura di), Body Art (n. 12/1973, pp. 23-26).
Link «NAC/Notiziario di arte contemporanea»: www.notiziarioartecontemporanea.it/database.php

Iniziativa pregevole ma dalla consultazione scomoda è Diffondere la cultura visiva: l’arte contemporanea tra riviste, archivi e illustrazioni, progetto che vede unite la Scuola Normale Superiore di Pisa, l’Università di Udine, di Siena e quella di Genova. Per quanto riguarda la sezione “riviste” del sito è possibile consultare i singoli articoli di riviste come «D’Ars Agency», «Linea Sud», «Marcatrè», «Metro». La digitalizzazione non riguarda purtroppo tutto il pubblicato. Delle riviste digitalizzate nel progetto la più completa e interessante è «Marcatré» (1963-1970), di cui segnaliamo: l’intervista a Simone Forti (nn. 43-45/1970, pp. 214-217); la descrizione di alcune azioni come quelle di Nagasawa (nn. 46-49/1968-1969, pp. 214-217); articoli su Michelangelo Pistoletto (nn. 30-33/1967, pp. 274-275) e Vettor Pisani (nn. 58-60/1970, pp. 150-151), recensioni come quella di Achille Bonito Oliva sul “festival” romano Teatro delle Mostre, nel maggio del 1968 (nn. 43-45/1968, pp. 204-207).
Link: www.capti.it/

La rivista «Il Patalogo», diretta da Franco Quadri, è possibile consultarla completamente previa iscrizione al sito dell’Associazione Ubu per Franco Quadri. Segnaliamo in particolare dal primo numero: Dentro la città (Il Carrozzone alla Palazzina Unipol di Bologna), con uno scritto di Sandro Lombardi e una nota di Federico Tiezzi (n.1/1979, pp. 357-362); Fuori dalla città, il treno (John Cage da Bologna a Bologna) (n.1/1979, pp. 354-356); Alinovi F., Barilli R., Dopo il tableau morant, (n.1/1979, pp. 369-376).
Link al catalogo de «Il Patalogo»: www.ubuperfq.it/fq/index.php/it/il-patalogo

Altra documentazione on line

Chiudiamo questo atlante segnalando iniziative scientifiche e divulgative. Tra le prime ricordiamo Nuovo Teatro Made in Italy diretto da Valentina Valentini che, pur essendo incentrato sul teatro, contiene molti documenti utili per la ricerca sulla Performance Art in Italia. Il sito è composto di due sezioni, “compagnie/artisti/spettacoli” contenente focus di approfondimento e documenti di diversa natura e “contesti”, dove troviamo, tra gli altri: i cataloghi delle rassegne Il teatro delle mostre (1968) e Paesaggio Metropolitano (1982); testi come Azione povera (1969) di Germano Celant; Del corpo, del comportamento, del «naturale», del «vivo» come autenticità teatrale (1969) di Jannis Kounellis; Lo zoo (1969) di Michelangelo Pistoletto; Nuovo alfabeto per il corpo e materia (1969) di Tommaso Trini; i primi cinque numeri della rivista edita da Il Carrozzone (poi Magazzini Criminali) dal 1978 al 1982.

Tra le iniziative divulgative segnaliamo alcune pagine di youtube, come quelle del Palazzo delle Esposizioni di Roma e del La Quadriennale di Roma. Nel primo è possibile consultare conferenze audiovisive legate alla mostra Anni 70. Arte a Roma che, in alcuni casi, raccontano stralci della storia della Performance Art in Italia. Tra le conferenze quelle di Fabio Sargentini; Luca Maria Patella; Alberto Boatto; Achille Bonito Oliva e Tommaso Trini, consultabili nella playlist www.youtube.com/playlist?list=PLmU_DkH-BIc0reSXyajDiMllBe9NqgLnN

Sulla pagina web del La Quadriennale di Roma è possibile consultare le interviste che Daniela Lancioni ha realizzato con Luigi Ontani www.youtube.com/watch?v=1SiP-Wr0RRI&t=2001s e Jannis Kounellis www.youtube.com/watch?v=UbDgBb_XaTQ&t=183s La ricerca di documentazione su un oggetto di studio non può di certo fermarsi a una ricognizione on line ma possiamo fin da subito notare le vistose difformità tra documentazione sulla Performance Art in Italia e quella internazionale. Su quest’ultima riusciamo a trovare ad esempio molte videoperformance e in generale una maggiore disponibilità nei materiali digitalizzati7. La sezione film/video del sito Ubuweb (www.ubu.com/) per poter consultare videoperformance e altri materiali video di Marina Abramović e Ulay, Vito Acconci, Eleonor Antin, Joseph Beuys, Gilbert & George, Otto Muehl, Hermann Nitsch e Carolee Schneemann. Il panorama della digitalizzazione delle riviste internazionali è di gran lunga più esteso e tra le principali riviste bisogna ricordare Performance Art Magazine (poi Live) edito da Bonnie Marranca che ringraziamo per la segnalazione (Link di riferimento: www.mitpressjournals.org/loi/pam ; www.mitpressjournals.org/loi/live).

  1. Questa prima ricognizione, in itinere, è parte della ricerca Performance Art in Italia (1967-1999), svolta per il Dottorato di Ricerca in Musica e Spettacolo (Sapienza, Università di Roma).
  2. Per un approfondimento rimando a P. Auslander, The Performativity of Performance Documentation, in «PAJ: A Journal of Performance and Art», vol. 28, n. 3, The MIT Press, settembre 2006, pp. 1-10; P. Auslander, Reactivations: Essays on Performance and Its Documentation, Univ. of Michigan Press 2018; J. Begoc, N. Boulouch, E. Zabunay (a cura di), La performance entre archives et pratiques contemporaines, Rennes 2010; G. Borggreen, R. Gade (a cura di), Performing Archives/Archives of Performance, Museum Tusculanum Press, Copenhagen 2013; C. Bredford, The Viral Ontology of Performance, in A. Jones, A. Heathfield (a cura di), Perform, Repeat, Record: Live Art in History, University if Chicago Press, Chicago 2012, pp. 77-87; A. Jones, Presence in absentia: Experiencing Performance as Documentation, in «Art Journal», a. LVI, n. 4, 1997, pp. 11-18; G. Giannacchi, J. Westerman (a cura di), Histories of Performance Documentation: Museum, Artistic and Scholarly Practices, Routledge, London and New York 2017; R. Gough, H. Roms (a cura di), On Archives & Archiving, «Performance Research», vol. 7, n. 4, Aberystwyth (UK) 2002; T. Gusman, Between Evidence and Representation: A New Methodological Approach to the History of Performance Art and Its Documentation, in Contemporary Theatre Review, Vol. 29, n. 4, 2019, pp. 439-461.
  3. Per una prima ricognizione rimando a F. Gallo (a cura di), La performance in Italia: temi, protagonisti e problemi, «Ricerche di Storia dell’Arte», n. 114, Carocci 2014.
  4. Molto complessa è la situazione degli archivi fisici – non digitali e non on line – riguardanti la Performance Art. Il fenomeno della dispersione non riguarda solo le pratiche ma anche la loro documentazione. Per una prima ricognizione, segnaliamo per gli archivi pubblici quello dell’ASAC della Biennale di Venezia che oltre a custodire la documentazione di edizioni della Biennale caratterizzate dalla presenza della performance – in particolare 1972 e 1977 – conserva le videoperformance realizzate da art/tapes/22 di Maria Gloria Bicocchi; gli archivi del MAMbo conservano la documentazione delle tre Settimane Internazionali della Performance realizzate tra il 1977 e il 1979; la Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia conserva l’archivio fotografico del centro Pari e Dispari di Rosanna Chiessi; il MAXXI di Roma conserva la biblioteca e una parte dell’archivio degli Incontri Internazionali d’Arte diretti da Graziella Lonardi Buontempo. La maggior parte degli archivi sono però privati e qui l’elenco può diventare lungo e complesso. Ci limitiamo a ricordare: gli archivi dello Studio Morra di Napoli, ora Casa Morra; gli archivi della galleria Schema nello Spazio d’Arte Alberto Moretti di Carmignano; il fondo Cardazzo prezzo la Fondazione Cini di Venezia che custodisce una parte dell’archivio della galleria Il Cavallino; il Palazzo Durini a Bolognano che conserva l’archivio della galleria De Domizio; l’archivio dello Studio 970/2 Videoteca Giaccari a Varese.
  5. Tra le riviste native digitali che hanno dato spazio alla Performance Art in Italia segnaliamo «Acting Archives» (www.actingarchives.it), «Intrecci d’arte» (intreccidarte.unibo.it/about/submissions); «Piano b. Arti e culture visive» (pianob.unibo.it); «Ricerche di s/confine» (www.ricerchedisconfine.info); «Sciami|ricerche» (webzine.sciami.com).
  6. Per una ricognizione su performance e riviste in Italia rimando a F. Gallo, Informare, osservare, agire: riviste, performance e artisti, cit., pp. 5-19.
  7. Il tema della digitalizzazione, al di là della reperibilità on line, è di fondamentale importanza per la salvaguardia dei materiali precari come ad esempio i nastri video – sia per le condizioni di conservazione sia per l’obsolescenza di formati e supporti. Sotto questo profilo segnaliamo il lavoro svolto dal laboratorio La Camera Ottica, diretto da Cosetta Saba, specializzato nel restauro e nella digitalizzazione di materiali cinematografici e video e che si è già occupata di videoperformance. Cfr. www.uniud.it/it/ateneo-uniud/ateneo-uniud-organizzazione/dipartimenti/dium/ricerca/laboratori-centri/ laboratori/Camera%20Ottica
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Daniele Vergni, Dottorando in Spettacolo presso Sapienza Università di Roma. Studia la Performance Art e il Nuovo Teatro Musicale in Italia, l’immagine acustica (sonorità e vocalità) della scena teatrale secondo novecentesca e le interazioni tra spazio suono e visione nelle installazioni multimedia. Ha pubblicato per Bulzoni Nuovo Teatro Musicale in Italia 1961-1970. È redattore della rivista Sciami|ricerche, membro del Gruppo Acusma e dell’équipe di ricerca di Nuovo Teatro made in Italy, diretti da Valentina Valentini. Ha collaborato con la rivista Alfabeta 2.