Teatro - Video - Suono
Diretto da Valentina Valentini
ISSN 2532-3830

Atlante fotografico: Anagoor, Città di Ebla, Muta imago, Ortographe, gruppo nanou

04/2017


in articoli n°1 – 04/2017/Teatro
Si propone un estratto della sezione iconografica della tesi di dottorato di Arianna Novaga, dedicata ad alcuni gruppi teatrali emersi negli anni Duemila che hanno utilizzato la fotografia come elemento drammaturgico, o sperimentato soluzioni visive originali a partire da immagini fisse o in movimento.

L’aspetto visuale fa emergere sempre più spesso un uso generoso di immagini fotografiche, fruite o generate nei più svariati modi, impiegate al posto del video.
Si può azzardare l’ipotesi di trovarsi di fronte ad un processo fenomenologico in via di edificazione? La fotografia come coefficiente drammaturgico, come elemento testuale e talvolta come materia fondante dello spettacolo, introduce un elemento di novità poiché annulla i confini spaziali e le restrizioni e temporali, stimola una inedita riflessione sul rapporto tra corpo in movimento e immagine statica, tra presente e memoria, e produce un tipo di ricezione inconsueta da parte dello spettatore.

Si propongono alcune immagini di spettacoli “fotografici” di alcune compagnie: il ravennate gruppo nanou concepisce oggetti e figure in scena componendo sequenze statiche dal taglio prettamente fotografico (Trilogia Motel, John Doe); i forlivesi Città di Ebla utilizzano la pratica del real time shooting per estendere la dimensione narrativa e mnemonica (The dead), immergono la scena in un profluvio di immagini fotografiche (Wunderkammer) o producono oggetti alternativi allo spettacolo che raccontano una diversa visione drammaturgica (Pharmakos); la componente figurativa primeggia anche per i veneti Anagoor, che attraverso proiezioni di immagini fotografiche spesso alternate a video, costruiscono la loro peculiare cifra espressiva (Fortuny, Santa Impresa); i romani Muta imago, generano ombre e fantasmi con sistemi ottici sempre originali e riconducibili ai dispositivi fotografici ((a+b)3, Lev, Displace); Ortographe, omaggiando la fotografia ottocentesca e le prime macchine della visione, mette in scena spettacoli in una camera ottica (Orthographe de la physionomie en mouvement, Tentativi di volo).

Anagoor: Fortuny (2010/2011), Santa Impresa (2015)


Città di Ebla: Wunderkammer (2006), Pharmakos (2006/2008), The dead (2010/2012)

Muta imago: (a+b)3 (2007), Lev (2008), Displace (2010/2011)

Ortographe: Ortographe de la physionomie en mouvement (2006), Tentativi di volo (2007)

gruppo nanou: Trilogia Motel (2008/2011), John Doe (2015)

Arianna Novaga

Vive e lavora a Venezia. Si laurea in Architettura presso lo IUAV di Venezia e consegue un PHD in Storia delle arti alla Scuola dottorale delle Università di Venezia e Verona. Il suo ambito di studi spazia tra fotografia, teatro e comunicazione visiva. Ha pubblicato articoli saggi e fotografie su riviste come Fotostorica, Culture teatrali, e su testi pubblicati da Libreria Universitaria, Alinari e Skira. E’ intervenuta a diversi convegni internazionali tra i quali New perspectives New technologies nel 2013, Colloque sur Théâtre et photographie Croisements, échanges, écarts autour de la performance nel 2015 e Journée d’étude sur Théâtre et photographie nel 2016. Insegna presso lo IUSVE di Verona e Venezia, ed è direttrice artistica del progetto HodgePodge Imagezine. Ha inoltre partecipato a diverse mostre in Italia e all’estero.

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